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Uniti per dimostrare contro la guerra a favore della pace e del dialogo.
Il gruppo sta lavorando intensamente alla realizzazione della manifestazione nazionale sulla Pace. In questo senso abbiamo realizzato l'organizzazione di partenza che mi auguro sia destinata a crescere speditamente con l'apporto qualificato di tutti. Uniti verso una grande Manifestazione nazionale per la Pace. |
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I CATTOLICI SONO CONSERVATORI O PROGRESSISTI?
Elezioni americane e crisi finanziaria, sono questi i due temi su cui i partecipanti alla giornata di studi promossa dal PD si sono confrontati. “Il nuovo tempo della Storia”, questo il titolo dell’appuntamento, ha visto la partecipazione di alcuni dei più importanti intellettuali italiani. Da Tito Boeri a Marcello De Cecco, da Mario Monti a Federico Rampini. E ancora: Angelo Panebianco, Sergio Romano, Nadia Urbinati, Luigi Spaventa e Charles Kupchan.
Alessandro Corbelli alla Consulta Lavoro del PD.
Proseguire la via Riformista per garantire la crescita del Paese.
Serve un governo politico che, per la sua forza e le sue radici, sia in grado di dare una guida politica e morale al Paese, di farlo crescere, di rinnovare la fiducia in se stesso, di costruire l’identità di una nazione moderna. Priorità sarà far ripartire l'economia di San Marino con una crescita basata sulla stabilità di governo, su investimenti nei servizi e nelle infrastrutture, sullo sviluppo e l'ammodernamento dello stato sociale. Vogliamo valorizzare la vocazione internazionale di San Marino, aprendo il nostro Paese ai capitale esterni su progetti qualificati, rilanciando i rapporti con l'Italia, rendendo la nostra Repubblica protagonista della riforma del sistema finanziario internazionale. Il programma della nostra coalizione ha registrato la totale convergenza delle liste alleate. Solo scegliendo “Riforme e Libertà” i cittadini possono garantire al paese la stabilità e l’avvio della nuova stagione politica di cui il paese ha bisogno. La via riformista è quella da percorrere per valorizzare le peculiarità che rendono San Marino una Repubblica “fiore all’occhiello del mondo”, per questo sono candidato come indipendente nella lista del PSD della Coalizione Riforme e Libertà.
Il Mediterraneo oggi va pensato come una grande risorsa strategica e come luogo di cooperazione privilegiato e in tale ottica nei tre giorni del Meeting saranno presentati proposte e progetti innovativi nel campo delle grandi infrastrutture e dei grandi eventi. L’edizione di quest’anno sarà dedicata ad un approfondimento sulle infrastrutture ed eventi sportivi come elementi di sviluppo del territorio.
Alla conferenza parteciperanno il Console della Repubblica di San Marino, dott.ssa Sabina Conforti; il Presidente di Sviluppo Mercato Solidarietà, ing. Domenico Merlino; il Direttore Generale dei Giochi del Mediterraneo, dott. Mario Di Marco.
Da non dimenticare l'importante avvenimento Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, che si terrà proprio a Pescara l'anno prossimo e come il Comitato Internazionale dei Giochi sarà presente alla manifestazione in oggetto in maniera significativa e con i suoi massimi esponenti.
Non vogliamo più che sul Titano ci resti una sola macchia di infamia. La via riformista è quella da percorrere per valorizzare le peculiarità che rendono San Marino una Repubblica fiore all’occhiello del mondo. Per far questo è necessario rinnovare la politica ed aprire un ciclo nuovo nella vita della Repubblica di San Marino. La politica deve mettere in campo tutte le competenze innovatrici di cui si può avvalere per favorire la crescita sociale e culturale, per favorire il necessario sviluppo economico, per valorizzare il territorio, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita. Non bisogna aver paura del nuovo. Il futuro è l'unico tempo in cui possiamo andare. Il nostro Paese deve tornare ad avere voglia di futuro. Gran parte della popolazione sammarinese chiede uno Stato più aperto e dinamico, più giovane e mobile. Una Repubblica del nuovo millennio e non della fine del secolo precedente. Uno Stato dell'ascolto e della ricerca, del rigore e della responsabilità, dei doveri e non solo dei diritti, della ricerca, della scienza e della tecnologia e non degli steccati ideologici, della legalità e non della furbizia. Perché una comunità umana non vive senza i valori, senza le ragioni che illuminano il cammino collettivo e forniscono un senso alle cose. Non possiamo essere una società che conosce il prezzo, ma non il valore delle cose. Una società arida, in cui rapporti umani sono puramente strumentali e si vive schiacciati dall’egoismo, dall’insicurezza e dalla solitudine. Servono politiche in grado di aiutare concretamente le donne a trovare un lavoro migliore, a non dover scegliere tra il lavoro e un figlio ed in questa direzione la nostra segreteria di Stato per la Sanità ha messo in atto un decreto legislativo riguardante la “tutela delle lavoratrici gestanti puerpere e in periodo di allattamento” che ha riscosso grande apprezzamento anche dalle organizzazioni sindacali. La nostra linea politica di sostegno alla famiglia si concretizzerà attraverso diversi strumenti: una revisione della disciplina degli assegni familiari, la garanzia del diritto d’asilo nido grazie al dimezzamento entro cinque anni delle liste d’attesa, da ottenere con un forte impegno dello stato nella realizzazione di nuove strutture pubbliche o accreditamenti di quelle private. Il compito di tutti i riformisti è di aprire un ciclo nuovo nella vita della Repubblica di San Marino, della sua democrazia, delle sue istituzioni, per questo sono candidato come indipendente nella lista del PSD della Coalizione Riforme e Libertà.


Con alto senso di responsabilità e dedizione alla causa riformista, alle prossime elezioni del 9 novembre 2008, Alessandro Corbelli è candidato indipendente n°20 nella lista del Partito dei Socialisti e Democratici – coalizione Riforme e Libertà.
“Perché noi oggi ci interroghiamo tanto sul futuro della democrazia? Venti anni fa non era così.” Il prof. Schiamone ricorda che sembrava di essere entrati nel periodo in cui la democrazia rappresentativa di stile liberale, fondata su partiti di massa, sullo stile americano o europeo, si sarebbe in breve imposto come modello globale di organizzazione sociale. Questa euforia nasce subito dopo la caduta dello stato sovietico. Ma questi venti anni hanno fatto, invece, giustizia drammatica di questa opinione, perché i problemi che la democrazia ha dovuto affrontare sono stati tali e tanti da farci interrogare sul suo destino e sulla sua forma futura.
“La risposta alla domanda è in qualche modo paradossale. E’ accaduto che le stesse forze e i processi che hanno consentito di spazzare l’URSS hanno determinato questioni che hanno messo in dubbio sia la democrazia a cui si mirava sia quelle che conoscevamo. Noi, oggi, siamo ancora nel cuore di questo problema, ma ci appare più chiaro che il collasso immediato della Russia sovietica è dipeso dalla grande rivoluzione tecnologica avvenuta a partire dalla metà degli anni ’80, più incisiva e radicale addirittura di quella industriale dell’800”, perché ha modificato la struttura e le relazioni sociali.
La rivoluzione tecno-economica si connette alla forza autopropulsiva dei mercati moderni e si origina nella globalizzazione, soprattutto dei mezzi immateriali (servizi e comunicazione). “Ora siamo solo agli inizi della globalizzazione, ai primi balbettii. Non sappiamo ancora come si svilupperà e cosa determinerà a livello di strutture sociali. Forse ci sarà addirittura uno stravolgimento della intera società.”
Si avverte l’enorme mancanza di prospettive e di regole. Quelle che fino ad ora hanno retto la società vengono percepite come stantie. Ciò è normale in un processo di cambiamento di tale portata. E’ avvenuto anche durante la rivoluzione industriale. In quel periodo gli agenti sociali hanno avuto la libertà assoluta: poco stato, poco diritto, poca etica. Il tutto è stato funzionale alla nascita della nuova struttura sociale e ciò che avvertiamo adesso è necessario per arrivare al nuovo ordine sociale. Ecco perché è nata l’antipolitica, che mette appunto in discussione l’idea odierna di democrazia, in ogni parte del mondo, certamente con la specifica declinazione locale.
La trasformazione in corso sta creando più problemi di quanti non ne possa risolvere, proprio per il suo straordinario successo. Ci sono scelte che abbiamo davanti per le quali le ragioni del mercato, l’assenza di regole e di politica non sono sufficienti. I problemi che sottostanno alle scelte non si riescono a risolvere, neanche con il semplice individualismo. Alla razionalità del mercato va affiancata quantomeno una razionalità “civile”, che abbia al centro la definizione di scelte condivise e il rafforzamento dei legami sociali.
Perciò oggi “è importante il ritorno della politica. Ci troveremo di fronte una grande stagione di ritorno della e alla politica”, un revival del pensiero democratico. Bisogna, anzi, “tornare a riflettere sull’intreccio tra democrazia e politica perché dove c’è politica forte alla lunga arriva democrazia.”
E’ fondamentale la funzione pedagogica dei partiti ed è quindi lodevole l’iniziativa del PD. Serviranno dei politici democratici (e non tanto cattolici come ha sollecitato il Papa perché le divisioni tra cattolici e laici non hanno più senso di fronte a queste sfide).
Ma che cos’è la democrazia? E’ trasparenza e decisione. E la difficoltà della democrazia è oggi concentrata nella poca trasparenza degli intrecci tra tecnica, mercato e potere, sia su scala nazionale che internazionale. C’è bisogno inoltre di un progetto di lungo periodo, perché la tecnica ci trascina costantemente nel futuro. Dobbiamo rimpadronirci del futuro attraverso i progetti. La fine delle ideologie non vuol dire che non si possa pensare “strategicamente” al futuro.
Inoltre, ci sarà “domanda di politica” perché l’idea di uguaglianza è connessa alla idea di democrazia. Bisogna, anzi, ritornare a fare dialettica sull’idea di uguaglianza, come processo per gestire l’uguaglianza di accesso alle opportunità. C’è bisogno di reimmettere idealità nella politica e nella società, nonché di depurare il concetto di socialismo dalle scorie della dittatura sovietica. Oggi viviamo in una forma di produzione capitalistica in cui la produzione di profitti non è legata drammaticamente allo sfruttamento della forza lavoro, proprio per la grande quantità di tecnica utilizzata per produrre beni e servizi. Abbiamo quindi grandi possibilità di riequilibrare le prospettive di qualità della vita delle persone.
Una forza politica con proposte di sinistra sarà ancora più utile per la salvaguardia della caratteristica sociale della democrazia, appunto la uguaglianza. E l’uguaglianza sarà determinata anche dalla capacità di dare accesso alle risorse tecnologiche a tutti, come auspicato da Rifkin per le tecnologie di sfruttamento del solare, non solo per mezzo del mercato, ma anche per scelta politica. Spetta alla politica decidere quanto deve essere estesa l’autonoma attività del mercato.
Giuseppe Ventre
6 giugno 2008 alle ore 17,00